Teatro Kismet OperA
la compagnia

LA COMPAGNIA KISMET PER GLI ADULTI - IL TEATRO SERALE E SPERIMENTALE

Dopo i già citati esordi dei primi anni, la compagnia inizia ad avvicinarsi ad un teatro sempre più di ricerca nel 1989, quando Carlo Formigoni dirige Amleto, che inaugura un percorso di laboratori e attività rivolte ai giovani delle scuole superiori: da questo percorso nascerà il pubblico di spettatori del cartellone di teatro sperimentale che porta per la prima volta a Bari compagnie come I Magazzini, Katzenmacher, Valdoca, Teatro di Leo, Teatri Uniti.
Intanto nelle sue lunghe tournèe, la compagnia incontra il regista Alan Maratrat, tra i maggiori rappresentanti della scuola di Peter Brook, con cui produce Liliom (1991), dal testo di Ferenc Molnar. In questi stessi anni si avvicina al Kismet, per diventarne colonna portante e ora direttrice artistica, Teresa Ludovico, attrice e regista che porta nell'Opificio una sua specifica ricerca intorno al rapporto con il mito e gli archetipi femminili del patrimonio classico. Il primo lavoro Reputi di Medea incontra la collaborazione del musicista Giovanni Tamborrino e precede il fortunato Ecuba e i suoi figli, presentato al Festival di Santarcangelo. Teresa Ludovico tornerà poi dopo oltre vent'anni alla mitologia e alla tragedia classiche, quando presenterà il bellissimo e moderno Piccola Antigone  e Cara Medea, su testi del drammaturgo contemporaneo Antonio Tarantino (2011).
Nel 1994 nasce la collaborazione con Marco Martinelli, che dà vita al primo affresco aristofanesco: All'Inferno che vede in scena il Kismet, il Teatro delle Albe e il Tam Teatro Musica. Successivi, sempre con la regia di Martinelli, Uccelli da Aristofane (1995) e Miles da Plauto (1997), entrambi dedicati a un pubblico di giovani e di adulti e tesi a un recupero poetico della lingua-dialetto.
Nel segno, come si diceva, degli innesti e delle contaminazioni si sviluppano in questi anni anche le collaborazioni con la compagnia Katzenmacher di Alfonso Santagata, con Pontedera Teatro e con il CREST di Taranto: nasce con i colleghi pugliesi lo spettacolo Prima dell'ultima battaglia, diretto da Lello Tedeschi nel 2004.
Questo periodo è anche quello in cui il Kismet cresce rispetto ai progetti di teatro civile, quel teatro che in molti casi parte da situazioni limite (il carcere o la disabilità) per arrivare ad una sintesi artistica carica di senso. Di questo riferiamo in maniera più dettagliata nel paragrafo successivo dedicato proprio ai progetti di Teatro e Handicap e più in generale al teatro civile.
Tra teatro di tradizione e innovazione contemporanea, la compagnia prosegue il suo lavoro di ricerca senza rinunciare al rapporto con i classici della drammaturgia. Teresa Ludovico sceglie Il malato immaginario di Molière come titolo da presentare nella stagione 2009 del Comune di Bari. Il suo riadattamento, con il titolo Il malato immaginario ovvero le Molière imaginaire,  si avvale delle musiche che Nino Rota scrisse per la suite di Maurice Bejart e delle scene realizzate dal maestro Vincent Longuemare, Premio Ubu nel 2008 e storico collaboratore del Kismet. Lo spettacolo riceve un ottimo consenso e riesce a coinvolgere tipologie di pubblico diverso, a partire dai giovani e dalle scuole che in diversi matinèe lo apprezzano e lo applaudono in tre diverse stagioni. Il malato immaginario comincia la sua tournèe alla fine del 2009 e tocca tutta Italia, la Francia e l'Inghilterra, incassando costantemente favore da spettatori e critici, che ne riconoscono la forza pop mista alla ricerca.
Mentre quindi proseguono le repliche del classico di Molière, la Ludovico comincia a lavorare su un autore contemporaneo: il magistrato, scrittore e sentore Gianrico Carofiglio è il nuovo interlocutore della compagnia che dai suoi testi realizza Il paradosso del poliziotto e Tex Willer, con Augusto Masiello, Michele Cipriani e Giulio de Leo. Lo spettacolo ha debuttato al Piccolo Eliseo di Roma nel gennaio del 2012 e si prepara alla tournèe nella stagione 2012/2013. Contestualmente, l'incontro con Carofiglio porta anche alla messa in scena  del suo La manomissione delle parole che debutta a Ravenna nell'aprile 2012 e che questa volta vede in scena lo stesso autore insieme con il maestro Michele Di Lallo al fagotto.
Come si accennava, nel 2011/2012, Teresa Ludovico torna alle sue origini e mette in scena Piccola Antigone e Cara Medea, spettacolo che la vede regista e interprete insieme con Vito Carbonara. Rilettura moderna delle due tragedie greche, il lavoro si presenta come specchio di una condizione di solitudine femminile universale e dolorosa. Inoltre, la Ludovico nella medesima stagione, avvia un attento lavoro dedicato alla piccola infanzia, insieme con l'attrice Marta Lucchini. Insieme avviano dei laboratori all'interno di alcune scuole primarie di Bari e a partire dalla relazione con i bambini nasce lo spettacolo "Balbettio", che ha debuttato al festival "Maggio all'infanzia" del 2012.
Fra il 2012 e il 2013 il Kismet lavora con Regione Puglia e INAIL al progetto spettacolo dedicato alla sicurezza sul lavoro "Dal palcoscenico alla realtà": ne nasce lo spettacolo "Vite spezzate" diretto da Teresa Ludovico, con la stessa Ludovico e con Marco Manchisi, Michele Cipriani e Vito Carbonara.
Febbraio 2013 è poi il mese del grande successo all'estero del Kismet. Debutta infatti a Birmingham, per la riapertura del REP, il nuovo lavoro della Ludovico rivolto a un pubblico misto di adulti e bambini: "I was a rat!" dal racconto di Philip Pullman riscuote un successo enorme sia tra i critici sia fra gli spettatori: la torurnèe comincia a febbraio per terminare a giugno, toccando numerose città inglesi.
Gli impegni produttivi di Teresa Ludovico proseguono con lo studio sul drammaturgo Antonio Tarantino, del quale la Ludovico firma la regia (e l'interpretazione) di Namur, che ha debuttato al Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari nel giugno 2014 per essere poi candidato come miglior novità al Premio UBU dello stesso anno.

A ottobre 2015 la Ludovico presenta sul palco del Kismet il suo Abramo dal testo del filosofo contemporaneo Ermanno Bencivenga, mentre nell'estate 2016 riprende, per il 16° anno, il lavoro in Giappone. Qui, allo Zakoenji theatre di Tokyo, propone Pinocchio, che rimarrà in programmazione per dieci anni.

 

LA COMPAGNIA KISMET E IL TEATRO CIVILE: TEATRO E CARCERE E TEATRO ED HANDICAP

Il Teatro civile, ovvero quel teatro di confine che si muove nel segno dell'impegno, rappresenta da sempre un'anima forte del Kismet. Sia in relazione alle attività di laboratorio sia per quel che riguarda le produzioni sia per le stesse scelte artistiche, la storia dello Stabile barese è ricca di incontri, esperienze e successi legati  questa declinazione teatrale.
Teatro e carcere e teatro ed handicap sono i principali filoni lungo i quali si è mossa la storia della compagnia. È nel carcere minorile di Bari che, alla fine degli anni Novanta (1997), i registi Lello Tedeschi ed Enzo Toma prima, e solo Tedeschi poi, hanno iniziato un'attività di laboratorio con i detenuti che ha poi dato vita alla nascita di un vero e proprio spazio deputato al teatro in carcere.
La prima azione, il primo anno, è stata la realizzazione, con i giovani detenuti, di una sala teatrale attrezzata, per settanta spettatori, in cui dagli anni successivi si susseguono laboratori, programmazioni di spettacoli, concerti, visioni cinematografiche, prove per produzioni teatrali, seminari e incontri.
Gran parte dell'attività è naturalmente realizzata con i giovani detenuti, impegnati innanzitutto in un laboratorio teatrale annuale il cui esito è sempre pubblico. L'obiettivo è il lavoro di scena, ovvero la scoperta e la condivisione di una pratica espressiva rigorosa fondata sull'azione del proprio corpo come strumento di relazione.
Il laboratorio, tuttavia, pur costituendone l'ossatura, non esaurisce il progetto. Obiettivo ambizioso che affianca la pratica laboratoriale è quello di rendere lo spazio in cui essa ha luogo, ormai da tempo denominato la "Sala Prove", un luogo di partecipazione culturale allargata. Qui per diversi anni, in collaborazione con il Comune di Bari, è stata realizzata nel periodo natalizio la rassegna "Abbracci", durante la quale non sono stati soltanto presentati gli esiti dei laboratori, ma hanno trovato ospitalità compagnie e artisti provenienti da tutta Italia e dall'Europa: il Crest, Caparezza, Marco Manchisi, Fibre Parallele e tanti altri hanno dato forma alle loro performance in un contesto certamente inusuale.
Discorso differente, ma sempre in linea con gli obiettivi de Kismet, è quello relativo a teatro e handicap.
Il Kismet inizia il suo percorso "sociale" venti anni fa. Un incontro che rappresenta uno snodo nella ricerca artistica dello stabile d'innovazione che scopre linfa in quel mondo della diversa abilità dove l'arte si limita spesso ad essere terapia, innestandovi una relazione circolare. In questo solco si sviluppa nel 1990 la collaborazione con l'A.R.C.Ha. (Associazione Ricreativa Culturale Handicap) che ha dato vita al progetto Teatro e Handicap . Un percorso che ha sviluppato in questi anni laboratori, incontri, seminari occasioni di riflessione e esiti pubblici di rilievo.
Prerogativa del progetto "Teatro e Handicap" è la ricerca di una pratica teatrale che coinvolga persone disabili riconsiderando i limiti come risorsa straordinaria, possibilità espressiva capace di sviluppare arte. Una differenza messa in gioco come occasione di dialogo ma anche come peculiarità che esprime ed evoca qualità artistiche, occasione dunque per il teatro, che si arricchisce di senso, e per i soggetti coinvolti, che trovano spazio per mostrare la propria particolare sensibilità al pubblico. La collaborazione sulla scena fra attori diversamente abili e attori professionisti ha trovato forma in studi e spettacoli che hanno affascinato il pubblico di teatri e festival. I primi spettacoli, Acqua di pietre (1990) e I segni dell'anima (1992), segnano l'inizio di una ricerca pionieristica in Italia condotta dal regista Enzo Toma. Da questo percorso nascerà Vangelio (1995) liberamente ispirato al Vangelo secondo Matteo di Pasolini, spettacolo del quale ancora si parla fra gli operatori di tutta Italia. Esito del 1998 è lo spettacolo Macchabèe, rielaborazione dal Macbeth. Dopo la decennale esperienza di Enzo Toma altri registi e drammaturghi del Teatro Kismet si sono misurati con il percorso Teatro e Handicap, integrando la propria ricerca artistica nell'alveo del progetto. Dal 2004 al 2006 Teresa Ludovico ha condotto un lavoro triennale, giungendo alla messa in scena degli spettacoli Il compagno di viaggio (2004) e La prima classe (2007).
Il progetto TH ha poi avuto una battuta d'arresto nel 2008, per essere ripreso - grazie alla collaborazione con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari - a dicembre 2012. Nel maggio del 2013 verrà presentata l'articolata rassegna "Io sono diverso. E tu?".



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Teatro Kismet OperA
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